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3.2 L’analisi dei fabbisogni
L’analisi dei fabbisogni formativi rappresenta l’interesse comune di molteplici soggetti che operano all’interno del fondo interprofessionale (policy makers, enti di formazione, imprese, organizzazioni datoriali e sindacali, persone) accomunati dalla necessità di comprendere e prevedere i mutamenti che investono le caratteristiche salienti delle figure professionali.
Da diversi anni la letteratura economica, manageriale e sociologica ha posto molta enfasi rispetto alla disponibilità di risorse umane qualitativamente adeguate, quale fattore essenziale ai fini della competitività dei sistemi economici. Tale sottolineatura non è in grado di esaurire il discorso circa le caratteristiche specifiche e le competenze che tali risorse devono esprimere in un dato contesto e conseguentemente non è in grado di precisare le direzioni che i diversi servizi formativi devono intraprendere per favorire e supportare lo sviluppo di tali competenze.
Le competenze, intese come critiche rispetto al buon funzionamento di un sistema economico, infatti, possono variare non solo da un sistema all’altro, ma in taluni casi la loro mancanza può, in una certa misura, venire compensata dall’abbondanza di altre competenze.
Di qui la necessità di individuare qual è l’effettiva domanda di competenze presenti entro un dato sistema, nonché il ruolo che esse svolgono all’interno di processi che sostengono e alimentano il suo funzionamento.
Fatte queste premesse, ne deriva l’aleatorietà di un’interpretazione dell’adeguatezza dell’offerta di risorse umane, prescindendo dalle caratteristiche istituzionali/territoriali in cui sono inserite tali risorse e dalle organizzazioni che le ospitano e utilizzano, e dunque dalle imprese e dalle istituzioni che svolgono le funzioni formative.
La definizione del fabbisogno formativo, conseguentemente, non può essere ipotizzata come acquisibile dall’analisi delle dinamiche di mercato o dalla rilevazione delle sole preferenze espresse dai soggetti economici, ma necessita di una fase di ulteriore interpretazione diagnostica che si avvale di strumenti sofisticati di indagine e che deve essere riferita a un trend di medio periodo .
La finalità del progetto 1/ER/AF “Analisi dei fabbisogni” pertanto è stata quella di giungere alla costituzione di un sistema condiviso di rilevazione permanente dei fabbisogni formativi, che possa favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro e che sia in grado di orientare le azioni del sistema formativo rivolte alle PMI.
All’interno di questo scenario, il progetto di ricerca ha realizzato un impianto di metodologie e strumentazioni in grado di rilevare i fabbisogni formativi a livello territoriale, settoriale e d’impresa, percepiti dalla direzione aziendale e dai lavoratori. In particolare all’interno del progetto è stato possibile sperimentare queste metodologie in diverse aziende appartenenti a due settori produttivi specifici del territorio emiliano romagnolo: la filiera della nautica ed il settore del packaging, codificandone le necessità formative rispetto alle figure professionali presenti.
Si veda ad esempio EBNA, Indagine nazionale sui fabbisogni formativi dell’artigianato, 2000
3.3 I modelli formativi
La costruzione di modelli formativi condivisi, correlati alle metodologie e strumentazioni messe a punto nell’analisi dei fabbisogni formativi dei lavoratori e delle imprese, costituisce un altro importante tassello nel processo di consolidamento di una identità specifica del fondo interprofessionale. Se infatti nella precedente azione la focalizzazione è stata sulle attività di analisi preliminari alla costruzione dell’offerta formativa, questa attività interviene sui processi a valle dell’analisi dei fabbisogni ed è finalizzata a “modellizzare” importanti ambiti del processo formativo: dalla pianificazione sistematica dei percorsi di apprendimento nelle imprese e nei sistemi di imprese, all’accompagnamento dei processi di innovazione, fino alla valorizzazione dell’impresa come luogo di apprendimento.
L’elemento di maggior valore insito nella produzione di modelli formativi è collocato nella volontà di definire degli standard di sistema, dei modelli di riferimento per la formazione nell’artigianato e nella piccola impresa, esemplari poiché generati, nella logica del dialogo sociale, da una partnership portatrice di interessi non sempre convergenti e talvolta conflittuali. I quattro modelli sviluppati per la formazione continua nell’artigianato intervengono sui seguenti temi:
- il piano formativo per l’impresa
- il piano formativo per i sistemi d’imprese
- l’innovazione tecnologica ed organizzativa nelle imprese
- il trasferimento della conoscenze fra i lavoratori
.Modelli di elaborazione, progettazione didattica, gestione e valutazione di un piano formativo aziendale (modello 1)
Modelli di elaborazione, progettazione didattica, gestione e valutazione di un piano formativo territoriale, settoriale, distrettuale, di filiera (modello 2)
Modelli di innovazione tecnologica o nella terziarizzazione delle imprese (modello 3)
Modelli di trasferimento della conoscenza tra i lavoratori (modello 4)
3.3.1 Il piano formativo aziendale e il piano formativo territoriale, settoriale, distrettuale, di filiera
Il modello di elaborazione, progettazione didattica, gestione e valutazione di piani formativi aziendali e quello di piani formativi territoriali, settoriali, distrettuali e di filiera sono stati realizzati attraverso la configurazione, simulazione, strutturazione e conseguente validazione degli assetti organizzativi, delle metodologie e della strumentazione necessaria alla loro realizzazione, ivi compresa la progettazione delle metodologie formative più coerenti con le esigenze di apprendimento di adulti occupati nelle imprese del comparto artigiano.
Tale azione potrà fornire un contributo sostanziale allo sviluppo, alla valorizzazione ed estensione del ricorso della formazione continua nelle imprese aderenti a Fondartigianato in Emilia Romagna e più in generale nell’impresa artigiana e nella microimpresa, mirando nel contempo a favorire l’adozione di standard qualitativi, in riferimento ai contenuti e al processo di costruzione dei piani formativi concertati tra le parti sociali a livello aziendale ed interaziendale.
Intervenire su tali temi in un contesto di riferimento, caratterizzato dallo sviluppo graduale del nuovo sistema di formazione continua gestito dalle parti sociali mediante i fondi paritetici interprofessionali con la creazione di modelli e standard di riferimento, significa contribuire a rendere più fluido il processo di negoziazione e costruzione dei piani formativi, favorire il miglioramento qualitativo e l’efficacia, sia della prassi concertativa che degli interventi formativi mirati all’attuazione dei piani ed interventi formativi di qualità in grado di aderire in modo adeguato alle aspettative e alle esigenze delle imprese e dei lavoratori.
Attraverso queste attività sono state identificate quelle prassi, che in virtù degli elementi di trasferibilità in esse presenti, sono state in grado di fornire un contributo all’azione di modellizzazione, all’aumento dei saperi a disposizione di tutti gli attori di sistema, alla predisposizione di metodologie di riferimento e strumenti operativi in grado di favorirne la crescita.
Gli output risultanti dalle azioni sviluppate possono rappresentare riferimenti operativi e strumentazioni a disposizione tanto delle parti sociali quanto degli operatori della formazione, oltre che delle imprese che eventualmente dispongano di una propria struttura formativa e possono rappresentare un riferimento di grande utilità per strutturare e stabilizzare, secondo standard di riferimento adeguati e congrui, la formazione per gli operatori di sistema.
3.3.2. I modelli di innovazione tecnologica o nella terziarizzazione - innovazione organizzativa, di servizi, di mercato - delle imprese
Il percorso sviluppato in questa azione affronta il tema della relazione fra processi di innovazione e processi formativi nelle imprese artigiane e nelle PMI. Il modello condiviso sviluppato intende introdurre e favorire l’inserimento, nei piani formativi aziendali ed interaziendali, di interventi di supporto e rafforzamento delle competenze professionali dei lavoratori, strettamente connesse alle dinamiche di innovazione tecnologica, di mercato o organizzativa delle imprese di appartenenza.
Finalità del modello è quella di individuare e sperimentare metodologie e strumenti operativi per l’individuazione delle specifiche esigenze aziendali in considerazione di alcune variabili, quali:
- le aree o famiglie tecnologiche che risultano rilevanti sia dal punto di vista dei processi produttivi, sia da quello dei prodotti/servizi (o loro componenti) realizzati dall’impresa;
- i particolari comportamenti innovativi seguiti dall’impresa (es. innovazione di prodotto/servizio, innovazione di processo, innovazione organizzativa, innovazione di mercato, altre attività a monte del ciclo di innovazione, quali ricerca industriale applicata, sviluppo precompetitivo, trasferimento tecnologico);
- le eventuali relazioni collaborative per l’innovazione intrattenute con altre imprese (fornitori, clienti, concorrenti) ed istituzioni (Università, Centri di ricerca o per il trasferimento tecnologico, associazioni di rappresentanza, etc.) del territorio di riferimento.
La sperimentazione del modello, effettuata attraverso lo studio comparativo di casi d’indagine condotti su imprese “innovative”, ha consentito di mettere in trasparenza i fabbisogni formativi dei lavoratori rilevati in imprese interessate da processi di innovazione, e di rappresentarli in piani formativi di supporto ai percorsi di cambiamento ed innovazione tecnologica e/o organizzativa in atto nelle imprese.
Modello di trasferimento della conoscenza tra i lavoratori
A differenza dei precedenti, questo modello interviene sulle metodologie formative e parte dal presupposto che la conoscenza sia diventata oggi il principale fattore critico per le imprese e che sia, perciò, indispensabile, specie per le PMI, definire metodologie per individuare, creare e trasferire le conoscenze che possono produrre valore per le imprese, all'interno di logiche di apprendimento, di relazioni di rete, di management delle risorse umane. Per tutte le imprese le variabili più rilevanti della gestione organizzativa diventano quelle della cultura d'impresa, in particolare quelle legate ai processi di soluzione dei problemi e del trasferimento di conoscenze e alla promozione di forme sempre più elevate e complesse di apprendimento organizzativo.
Il progetto si propone di attuare e promuovere lo sviluppo di un modello condiviso di formazione continua sul campo, in grado di facilitare i processi di comunicazione, trasmissione e scambio di conoscenza ed apprendimento attuati tra lavoratori esperti e giovani neoassunti o lavoratori che hanno modificato la propria posizione/ruolo, in particolare in contesti aziendali di dimensioni medio piccole.
Numerosi studi volti ad analizzare la situazione lavorativa degli adulti, confermano la difficoltà da parte dei lavoratori “over 45” con una formazione debole e basse abilità a diventare coscienti dei rischi di espulsione o marginalizzazione professionale ed al tempo stesso riconoscere le reali necessità per il proprio aggiornamento e la propria formazione. In quest’ottica, l’inserimento di un facilitatore del trasferimento e dell’apprendimento all’interno dell’azienda e il coinvolgimento degli imprenditori/responsabili nella progettazione di piani formativi personalizzati, possono agevolare e supportare il percorso professionale del lavoratore senior e valorizzarne il ruolo anche formativo all’interno dell’azienda.
Un’ulteriore segnale da prendere in considerazione è la oggettiva difficoltà da parte del lavoratore adulto a tornare in una situazione di formazione, specialmente una formazione d’aula, e al contempo per l’azienda, soprattutto per le piccole e le micro imprese, rinunciare ad una risorsa esperta sul luogo di lavoro. Pertanto il progetto ha cercato di sviluppare un modello d’intervento basato su percorsi esperienziali da realizzare sul luogo di lavoro, per valorizzare e aggiornare le competenze proprie del lavoratore senior, basate sull’esperienza pratica, utilizzando la relazione tra lavoratori come risorsa.
L’approccio adottato ha permesso di mettere in luce le modalità concrete con cui vengono attuati percorsi di affiancamento e formazione on the job, valorizzando le buone pratiche adottate, valutando le criticità presenti ed indagando le possibili risposte. Si tratta di un percorso individualizzato e progettato coerentemente alle esigenze di sviluppo aziendale e agli obiettivi di crescita del lavoratore, e che prevede la partecipazione attiva figure aziendali ed extra-aziendali (facilitatori del trasferimento).
3.4 La formazione degli operatori
Le attività di analisi dei fabbisogni e di costruzione dei modelli condivisi di formazione continua sono state accompagnate da un articolato progetto formativo che ha coinvolto, nell’arco di sei mesi, diverse organizzazioni ed alcune centinaia di operatori che, nell’ambito dei rispettivi ruoli, costituiscono la struttura portante di Fondartigianato in Emilia Romagna: parti sociali promotrici ed organismi regionali del fondo, ente bilaterale dell’artigianato nelle sue diverse articolazioni, agenzie formative.
Le specificità che caratterizzano il progetto formativo si possono ricondurre ai seguenti aspetti:
- Progettazione bilaterale dei percorsi formativi
- Offerta formativa molto articolata, fortemente integrata e diffusa su tutto il territorio
- Coinvolgimento di un numero elevato di lavoratori afferenti a diversi sistemi professionali
Se nelle due precedenti azioni il focus era su “analizzare” i fabbisogni formativi e “modellizzare” metodi e strumenti bilaterali per fornire risposte adeguate, in questa complessa azione la finalità è di “migliorare” gli standard professionali ed “omogeneizzare” i linguaggi di tutte le figure professionali coinvolte nel processo di erogazione dei servizi formativi del Fondo interprofessionale.
Tale finalità porta con sé un forte vincolo metodologico, ovvero la necessità di attivare il processo partendo da una progettazione partecipata dai diversi soggetti della bilateralità: i sindacati dei lavoratori e le associazioni imprenditoriali per la definizione degli obiettivi generali, le caratteristiche dei destinatari, il livello di articolazione e diffusione delle azioni formative; le agenzie formative per la declinazione degli indirizzi in un progetto esemplare sia per il numero e le caratteristiche dei partecipanti coinvolti, che per la ricchezza dell’offerta formativa, indirizzato ad omogeneizzare i linguaggi ed a migliorare le competenze, ovvero a definire standard minimi professionali per tutti coloro che avranno la responsabilità di far funzionare Fondartigianato.
Descrizione del progetto (articolato, integrato, diffuso)
Destinatari (tanti e diversi)
Miglioramento delle competenze per operatori di sistema (Progetto 1/ER/FO)
Tab. 1: Azioni previste nel progetto formativo
|
Azione |
Destinatari |
Durata |
Num. Ediz. |
OMOGENEIZZA-RE I LINGUAGGI |
Azione 1
Condivisione e progettazione del sistema di formazione di Fondartigianato in Emilia Romagna |
Quadri e dirigenti regionali delle parti sociali, delle agenzie formative e dell’ente bilaterale dell’artigianato
(22 partecipanti effettivi formati) |
40 |
2 |
MIGLIORARE LE COMPETENZE |
Azione 2.1:
Piani formativi condivisi
|
Operatrici ed operatori delle parti sociali e delle agenzie formative di emanazione datoriale e sindacale
(148 partecipanti effettivi formati) |
88 |
10 |
Azione 2.2: Gestione delle relazioni con l’impresa |
Operatrici ed operatori delle parti sociali e delle agenzie formative di emanazione datoriale e sindacale
(96 partecipanti effettivi formati) |
16 |
9 |
Azione 2.3:
Fare formazione continua
|
Operatrici ed operatori delle agenzie formative d’emanazione datoriale e sindacale (progettisti, amministrativi, coordinatori)
(53 partecipanti effettivi formati) |
32 |
5 |
CONOSCERE I CAMBIAMENTI |
Azione 3:
Iniziative seminariali sulle dinamiche evolutive dei settori portanti dell’economia regionale e dei sistemi locali |
Operatrici ed operatori delle parti sociali e delle agenzie formative d’emanazione datoriale e sindacale, collaboratrici e collaboratori dell’Ente Bilaterale per l’artigianato
(322 partecipanti effettivi formati) |
4 |
19 |
COMUNI-CARE |
Azione 4:
Responsabilità di comunicazione del personale E.B.E.R |
Personale dell’Ente Bilaterale per l’artigianato dell’Emilia Romagna che opera negli sportelli informativi territoriali
(15 partecipanti effettivi formati) |
40 |
1 |
Il progetto formativo per il miglioramento delle competenze degli operatori di sistema si è articolato su quattro azioni e sei diverse tipologie di corsi di formazione, rivolti a distinti target di destinatari e costruiti sulla base di specifiche progettuali diversificate.
Le diverse attività formative erogate hanno consentito momenti di riflessione, di apprendimento e di confronto sul tema della bilateralità ed in generale, sulle caratteristiche di un tipo ideale di fondo interprofessionale dell’artigianato, coinvolgendo i diversi attori che vi operano: organizzazioni datoriali e sindacali, agenzie formative, ente bilaterale dell’artigianato (EBER). Vanno sottolineate inoltre, le forti correlazioni tra il progetto formativo, nelle sue diverse azioni, e le attività di ricerca e modellizzazione descritte in precedenza: gli argomenti trattati durante le lezioni, infatti, hanno ripreso ed approfondito temi quali gli strumenti e le metodologie di analisi dei fabbisogni e le modalità di costruzione e negoziazione di piani formativi.
Descriviamo di seguito le diverse azioni realizzate nell’ambito del progetto formativo.
Azione 1: “Condivisione e progettazione del sistema di formazione di Fondartigianato in Emilia Romagna” . L’azione si articola in due corsi paralleli della durata di 40 ore rivolti a quadri e dirigenti delle parti sociali costituenti il Fondo e delle agenzie formative collegate, impegnati a livello regionale nell’attivazione di Fondartigianato. Nelle cinque giornate formative sono state adottate metodologie didattiche attive condotte da specialisti di facilitazione. Obiettivo dei corsi era costruire un linguaggio comune fra partecipanti di diversa provenienza (sindacato, associazioni imprenditoriali, organizzazioni formative di emanazione datoriale e sindacale, ente bilaterale), favorire il confronto fra i differenti punti di vista dei partecipanti, sviluppare logiche di sistema da parte di tutti gli attori coinvolti, approfondire la conoscenza di esperienze di fondi interprofessionali stranieri, fino a condividere le linee generali di un modello di formazione continua per l’artigianato.
Azione 2.1: “Piani formativi condivisi” Questa azione è il cuore del progetto, si articola in 10 corsi di 88 ore ciascuno, realizzati in tutte le province della regione e rivolti a collaboratrici e collaboratori dei sindacati dei lavoratori, delle associazioni imprenditoriali e degli organismi formativi che operano nel fondo interprofessionale. Il percorso formativo ha consentito di definire e praticare un modello bilaterale innovativo per la formazione continua, attraverso la costituzione di aule miste che hanno visto la co-presenza, delle parti sociali e degli operatori della formazione. Questa modalità ha permesso di omogeneizzare i linguaggi, accrescere e standardizzare le competenze dei soggetti che operano ai diversi livelli del fondo interprofessionale. Obiettivo generale è stato quello di rispondere ai bisogni formativi individuati dalle parti sociali e dagli operatori degli enti di formazione, che operano quotidianamente a contatto con Fondartigianato. Tali bisogni sono legati allo sviluppo ed alla promozione di competenze di negoziazione dei piani formativi ed alla necessità di relazionarsi con i soggetti che erogano servizi di formazione.
Azione 2.2: “Gestione delle relazioni con l’impresa” . L’attività si è articolata in nove corsi della durata di 16 ore ciascuno. Il percorso formativo si è rivolto ad operatori delle parti sociali e della formazione che operano nella medesima organizzazione. L’attività ha avuto l’obiettivo di accrescere le competenze degli operatori appartenenti ai diversi sistemi, relativamente alla gestione delle relazioni con l’impresa.
Azione 2.3 “Fare Formazione Continua” . L’azione, articolata in cinque corsi di 32 ore, è rivolta ad operatori della formazione. L’intervento ha consentito di fornire strumenti operativi per la gestione di Fondartigianato, in particolare per quanto concerne i processi di erogazione dei corsi e di rendicontazione dei progetti, inoltre è stato tracciato un quadro delle principali metodologie didattiche per la formazione continua.
Coordinata da Form.Art ed ENFAP Emilia Romagna
Il coordinamento delle edizioni formative è stato curato da Ecipar Emilia Romagna, Ecap Emilia Romagna, Enfap Emilia Romagna, Form.Art e IAL Emilia Romagna ed i territori coinvolti sono stati Modena, Reggio Emilia, Rimini, Forlì Cesena, Parma, Ravenna, Bologna, Ferrara, Piacenza.
Il coordinamento delle edizioni formative è stato curato da Ecipar Emilia Romagna, Enfap Emilia Romagna, Form.Art., IAL Emilia Romagna ed Iscom Formazione Modena. I corsi sono stati realizzati a Modena, Bologna e Bagno di Romagna.
Il coordinamento delle edizioni formative è stato curato da Enfap Emilia Romagna e Iscom Formazione Modena. I corsi sono stati realizzati a Modena, Bologna, Ravenna, Forlì Cesena e Parma
Azione 3 – Iniziative seminariali – 19 edizioni di 4 ore
I percorsi formativi sono stati affiancati da un’attività seminariale organizzata nella forma della conferenza, orientata ad approfondire le dinamiche evolutive dei settori, dei distretti e dei sistemi locali portanti nell’economia regionale.
Al termine di ciascun seminario sono state acquisite nozioni ed informazioni circa le principali dinamiche, gli scenari, le innovazioni di prodotto e di processo, che caratterizzano il settore/comparto di riferimento.
Il coordinamento delle edizioni formative è stato curato da Iscom Formazione Modena, IAL Emilia Romagna, Enfap Emilia Romagna, Ecap Emilia Romagna ed ed i territori coinvolti sono stati Bologna, Cesena, Parma, Modena,, Forlì, Ferrara, Reggio Emilia, Piacenza, Rimini, Ravenna.
Azione 4 “Responsabilità di comunicazione del personale EBER” – 1 edizione di 40 ore
L’attività formativa si è rivolta al personale E.B.E.R Emilia Romagna che opera negli “sportelli” informativi territoriali.
Gli obiettivi sono stati di approfondire la capacità dei partecipanti di interloquire con le parti sociali territoriali, aziende, lavoratori, organismi di formazione in merito alle caratteristiche di Fondartigianato, alle modalità di adesione, agli avvisi; sviluppare specifiche abilità di comunicazione.
Il coordinamento delle edizioni formative è stato curato Enfap Emilia Romagna e le due edizioni sono state realizzate a Bologna.
Possiamo affermare che il progetto formativo, nella sua complessità, oltre che uno spazio per l’apprendimento, è divenuto il luogo del confronto e della riflessione su alcuni temi cruciali per la costituzione di un fondo interprofessionale, come la bilateralità, la negoziazione dei piani, la finalizzazione delle risorse, i meccanismi di funzionamento. In particolare i percorsi formativi delle azioni 1 e 2.1 sono stati luoghi di confronto per la costruzione di linguaggi e significati comuni fra i diversi attori in gioco, presupposti essenziali per la costruzione di una identità condivisa del nuovo soggetto in fase nascente.
RISULTATI ATTESI PER LE IMPRESE
RISULTATI ATTESI PER GLI ENTI DI FORMAZIONE
RISULTATI ATTESI PER LE PARTI SOCIALI
Punti di forza e di debolezza del progetto
Metaorganizzatori in grado di attivare una rete di servizi formativi in linea con le esigenze dei sistemi di microimpresa e con gli obiettivi di Lisbona (Lifelong Learning)
L’associazione temporanea d’imprese è composta da ECIPAR Emilia Romagna mandatario, ECAP Emilia Romagna, ENFAP Emilia Romagna, Form.Art, IAL Emilia Romagna e Iscom Formazione Modena mandanti.
Progetto di ricerca 1/ER/AF “Analisi dei fabbisogni”
Progetto di ricerca 1/ER/MFC “Modelli condivisi di formazione continua”
Progetto formativo 1/ER/Fo “Miglioramento delle competenze per operatori di sistema”
Iniziative seminariali
Azione 3 |
Titolo specifico |
n° Partecipanti effettivi per edizione |
Ore formazione per edizione |
Ente responsabile dell’edizione |
Provincia di realizzazione |
|
edizione 1 |
“La compatibilità dei sistemi locali di microimprese di fronte alla sfida della società della conoscenza” 28 febbraio 2006 |
17 |
4 |
ISCOM FORMAZIONE MODENA |
BOLOGNA |
|
edizione 2 |
“Il sistema regionale delle qualifiche” (10 marzo 2006) |
7 |
4 |
CESENA |
|
edizione 3 |
“La formazione continua attraverso la bilateralità in Spagna” (17 marzo 2006) |
15 |
4 |
BOLOGNA |
|
edizione 4 |
“La formazione continua attraverso la bilateralità in Francia” 24 marzo 2006 |
18 |
4 |
BOLOGNA |
|
edizione 5 |
“Il sistema regionale delle qualifiche” 7 aprile 2006 |
6 |
4 |
PARMA |
|
edizione 6 |
"Il settore biomedicale” 5 maggio 2006 |
12 |
4 |
MODENA |
|
edizione 7 |
“Il settore del mobile imbottito” 19 maggio 2006 |
9 |
4 |
FORLI’ |
|
edizione 8 |
Il settore auto e moto” 26 maggio |
11 |
4 |
MODENA |
|
edizione 9 |
Il settore tessile abbigliamento” 12 giugno 2006 |
15 |
4 |
FERRARA |
|
edizione 10 |
Sistema regionale delle Qualifiche” 12 giugno 2006 |
23 |
4 |
BOLOGNA |
|
edizione 11 |
Il settore della calzatura” 14 giugno 2006 |
10 |
4 |
CESENA |
|
edizione 12 |
Il sistema regionale delle qualifiche” 16 giugno 2006 |
13 |
4 |
MODENA |
|
edizione 13 |
Il settore delle macchine agricole” 23 giugno 2006 |
10 |
4 |
REGGIO EMILIA |
|
edizione 14 |
Il settore della ceramica” 7 luglio 2006 |
11 |
4 |
MODENA |
|
edizione 15 |
“L’importanza strategica del comparto della logistica per lo sviluppo delle aree produttive” 31 Marzo 2006
- |
15 |
4 |
IAL EMILIA ROMAGNA |
Piacenza |
|
edizione 16 |
“Il settore agroalimentare, qualità e competitività in una dimensione europea” 26 Maggio 2006 |
12 |
4 |
Parma |
edizione 17 |
Il benessere e la cura della persona nel settore termale”
16 giugno 2006 |
48 |
4 |
E.N.F.A.P. Emilia - Romagna, |
Rimini |
|
edizione 18 |
Il Packaging” 12 luglio 2006 |
51 |
4 |
ECAP EMILIA ROMAGNA |
Bologna |
|
edizione 19 |
Il settore della nautica”
14 luglio 2006 |
19 |
4 |
Ravenna |
|
Si veda il testo delle conclusioni della Presidenza del 22-23 marzo 2005 disponibili sul sito http://ue.eu.int
CVTS2 – Continuing Vocational Training Survey. Cfr. ISFOL (2006), Rapporto 2005 sulla formazione continua, Rubbettino, Soveria Mannelli
Cfr. Angotti R. e Bernardini A. (2006), “La partecipazione dei lavoratori alla formazione continua e gli investimenti delle imprese in Italia nel periodo 2000-2004”, in ISFOL, Temi e strumenti per la formazione continua, Rubbettino, Soveria Mannelli
|