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2. L’avvio di Fondartigianato
In questo contesto, nel quale le persone, le imprese ed i territori esprimono nuovi ed urgenti bisogni per il mantenimento e lo sviluppo dell’occupabilità da un lato e della competitività dall’altro, i fondi paritetici interprofessionali, e fra questi Fondartigianato, sono chiamati a dare risposte in termini di discontinuità rispetto al passato, di strutturazione dei sistemi per il lifelong learning, di innovazione dei modelli formativi.
La costituzione dei Fondi rappresenta un fattore di novità e di discontinuità nel panorama della formazione continua nel nostro paese: arricchisce infatti la gamma degli strumenti disponibili per la formazione dei lavoratori, assegnando nuovi e più impegnativi ruoli alle parti sociali maggiormente rappresentative, chiamate a svolgere funzioni pubbliche per promuovere sia gli interessi dei lavoratori, in quanto soggetti titolari del diritto alla formazione lungo tutto l’arco della vita lavorativa, che l’innovazione del sistema delle imprese attraverso lo sviluppo del capitale umano.
Da questo punto di vista la costituzione dei fondi, e per quanto ci riguarda di Fondartigianato, rappresenta una naturale evoluzione delle esperienze di bilateralità e può costituire una impegnativa ma promettente palestra nella quale sperimentare nuovi modelli partenariali.
Un primo presupposto per la costruzione di solide relazioni di partnership è la condivisione dei valori che ne guidano l’azione e l’operatività.
Il ruolo assegnato alle parti sociali implica maggiore potere nella gestione dei processi di Formazione Continua rispetto a ruoli tradizionali come la concertazione in sede di programmazione degli interventi. Maggiore potere, e quindi maggiore responsabilità, significa concordare alcuni presupposti di base, definire indirizzi ed orientamenti generali, mettere in trasparenza le priorità e le finalità che dovranno veicolare l’operatività delle azioni. Significa avere la consapevolezza che le parti sociali, chiamate a svolgere nuovi ruoli, dovranno dimostrare di essere in grado di gestire le ingenti risorse finanziarie loro assegnate con efficienza ed efficacia, contribuendo fattivamente ad introdurre significativi miglioramenti nel debole sistema del lifelong learning.
Siamo consapevoli che Fondartigianato non potrà farsi carico della responsabilità di costruire un sistema nazionale della Formazione Continua. che sia in grado di sostenere politiche orientate al lifelong learning. Siamo altresì persuasi che, la transizione da un modello di gestione pubblica della Formazione Continua ad una privata, rappresenta l’occasione per marcare significative discontinuità in diversi ambiti, se sarà capace di:
- interrompere meccanismi autoreferenziali, rispondendo alle aspettative dei diversi portatori di interessi, sia pubblici che privati;
- fornire risposte rapide ed efficaci alle esigenze delle persone e delle imprese;
- estendere l’offerta a nuovi soggetti, finora esclusi dai processi di F.C.;
- sperimentare percorsi di analisi della domanda di apprendimento espressa ai diversi livelli, da quello individuale, a quello aziendale, fino a quello di sistema (distretti, territori, filiere, settori); costruire un’offerta formativa ancorata alla domanda espressa (esplicita ed implicita) e più indipendente dalla capacità realizzativi dei soggetti gestori;
- innovare, infine, le metodologie per l’apprendimento, pensando alla formazione non come all’unica risposta agibile, ma come una delle diverse tecnologie disponibili per l’apprendimento.
Solo partendo dalla condivisione di obiettivi alti e coraggiosi sarà possibile segnare delle discontinuità con la gestione pubblica della formazione ai lavoratori e produrre sperimentazioni emblematiche che, per i destinatari a cui si rivolgono (i lavoratori delle imprese artigiane), per il territorio dove si realizzano (la regione Emilia Romagna), per la forte valorizzazione della bilateralità nelle sperimentazioni realizzate, potranno affermare il ruolo delle parti sociali nella costruzione di un impianto formativo adeguato ai fabbisogni dei lavoratori, delle imprese e dei territori.
Un secondo presupposto è la condivisione di un modello bilaterale per la formazione continua nell’artigianato, inteso come approccio metodologico e come ideazione della strumentazione necessaria allo sviluppo dell’intero macro-processo, che va dall’analisi del fabbisogno alla valutazione dei risultati passando per la progettazione e la gestione delle attività. In questo ambito si gioca ancora di più la capacità degli organismi formativi di realizzare prodotti effettivamente innovativi e coerenti con i valori di indirizzo.
Alcuni tratti essenziali di un ipotetico modello della formazione continua per l’artigianato si possono riconoscere nei seguenti:
- forte valorizzazione della bilateralità;
- promozione della programmazione concertata degli interventi, orientata al sostegno di progetti di sviluppo locale anche attraverso l’integrazione di diversi strumenti finanziari;
- attivazione di un’offerta formativa bilanciata fra necessità connesse allo sviluppo strategico delle organizzazioni e dei sistemi ed il diritto soggettivo della persona di accesso alla formazione (equilibrio fra finanziamento della domanda e dell’offerta);
- innovazione delle strumentazioni metodologiche per l’apprendimento degli adulti, delle pratiche del fare formazione, dei luoghi e del setting formativo, riattualizzando il valore dell’apprendimento dalla pratica e nei contesti di lavoro;
- progettazione di processi formativi originati dall’analisi dei fabbisogni, espliciti ed impliciti, dei lavoratori, delle imprese e dei territori, che permetta di allineare con maggiore efficacia gli strumenti dell’offerta con i fabbisogni della domanda.
Le risorse destinate da Fondartigianato per la realizzazione di Attività Propedeutiche finalizzate all’analisi dei fabbisogni, alla costruzione di modelli condivisi di formazione continua, al miglioramento delle competenze degli operatori del sistema intervengono sui problemi sopra enucleati, che potremmo sintetizzare come primo tentativo di identificare e condividere un modus operandi, supportato da pratiche operative, condiviso dai diversi attori della bilateralità e socializzato con gli operatori della formazione, che nella regione Emilia Romagna sono responsabili, ognuno per il proprio ruolo, del funzionamento del fondo paritetico interprofessionale per la formazione dei lavoratori dell’artigianato.
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